Le missioni che hanno fatto la storia

La tecnologia delle missioni aerospaziali attuali ha fatto dei progressi davvero notevoli rispetto alle prime missione che partirono dalla Terra negli anni ’50. Ora è possibile studiare nel dettaglio moltissimi fenomeni astrofisici che si possono trovare anche a distanze notevoli dalla Terra e dalla nostra galassia. Proprio la settimana scorsa abbiamo assistito all’atterraggio su Marte del quarto rover dell’agenzia spaziale statunitense, Perseverance.

Questo rover fa parte del programma della NASA di esplorazione robotica del suolo marziano ed è progettato per cercare segnali di abitabilità sul pianeta rosso e raccogliere campioni di rocce nel sottosuolo con l’utilizzo di un trapano. Inoltre raccoglierà moltissime importanti informazioni relative alle future spedizioni umane su Marte. Tra queste alcune sono la produzione di ossigeno, l’identificazione delle risorse utili già presenti e la caratterizzazione del clima del pianeta. Perseverance è partito il 30 luglio 2020 da Cape Canaveral in Florida ed è atterrato nel cratere Jezero su Marte il 18 febbraio 2021 alle ore 21.55.

Come si è arrivati a oggetti così sofisticati?

Tutto è partito da quel primo piccolo satellite lanciato dall’Unione Sovietica che orbitò la Terra negli anni ‘50. Il primo strumento artificiale a rimanere in orbita è il famoso satellite Sputnik I, capostipite del Programma Spaziale Sovietico, ora Roscosmos. Sputnik I aveva un diametro di 58 cm, una bazzecola rispetto ai satelliti costruiti attualmente come il Webb James Space Telescope, che con il solo specchio primario ha una dimensione di 6,5 metri. Sputnik I trasmise segnali radio che erano facilmente captabili da qualsiasi radio amatore alle frequenze di 20 e 40 MHz. Ciò rese le sue orbite attorno alla Terra ancora più interessanti e seguite nel mondo.

Partendo dal 1957 non è passato anno senza che dalla Terra sia stato lanciato almeno un satellite o una sonda che ha spinto la conoscenza sempre più avanti. Nei successivi decenni il settore si è diviso tra il monopolio russo e quello statunitense. Gli USA con la NASA hanno dato il loro contributo lanciando i satelliti Explorer che studiarono le particelle energetiche emesse dal Sole e il campo magnetico terrestre. Successivamente procedettero le missioni Apollo per la corsa all’allunaggio conclusasi nel 1969. Soltanto nel 1962 comparvero in orbita satelliti creati da altri Paesi: il primo fu il satellite canadese Aloutte 1 per monitorare la ionosfera, seguito nel 1964 dal satellite italiano San Marco 1  per studiare gli effetti della ionosfera sulle comunicazioni radio a lungo raggio e nel 1970 dal satellite giapponese Oshumi, questo fu soltanto un test di lancio e posizionamento in orbita per l’agenzia giapponese.

Nasce l’ESA

A partire dagli anni ’70 si vide nascere la prima collaborazione con la neo fondata Agenzia Spaziale Europea (ESA) che darà vita a missioni molto rilevanti nel panorama mondiale. Inoltre l’attenzione iniziò a spostarsi dalla Luna e dal Sole, obiettivi dei satelliti del primo periodo di missioni aerospaziali, agli altri pianeti del Sistema Solare. Vennero sviluppate le prime sonde che atterrarono su pianeti diversi dal nostro, ad esempio Venera-3 lanciata da Roscosmos nel 1965 e atterrata su Venere. Nacquero missioni che studiarono i pianeti gassosi più esterni rendendo disponibili foto e nuove informazioni. Tra le più conosciute possiamo citare le missioni Voyager che studiarono i pianeti gassosi e poi lasciarono il Sistema Solare, New Horizons che ci regalò la prima immagine di Plutone e Caronte e Cassini che studiò Saturno e fece atterrare la sonda Huygens sulla superficie della sua luna più grande, Titano.

La tecnologia è progredita costantemente fino ad arrivare ad ottenere i telescopi spaziali. Questi sono veri e propri telescopi  muniti di specchi e parabole in orbita attorno a noi per captare i segnali dai più remoti angoli dell’Universo. Il più famoso rimane l’Hubble Space Telescope che dopo ben 30 anni di servizio ancora regala immagini da mozzare il fiato. Molte altre missioni ci hanno regalato immagini sorprendenti e dati sempre più completi su quello che ci circonda come il satellite Gaia, il telescopio TESS, i rover marziani e tante altre sono in fase di costruzione.

L’ingegno umano non si è ancora fermato e ci auguriamo possa regalarci altrettante sorprendenti novità.

Matilde Gugole

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